Cantina Ammiraglia sul colle la Capitana a 30 chilometri dal mare. Il mio interesse per questa realtà inizia già dal nome ancor prima di visitarla. Curiosa la storia raccontata per corrispondenza da Giusy, responsabile dell’accoglienza, riguardo al nome di questa cantina di proprietà dei Marchesi Frescobaldi.

Un nome, una memoria

Il racconto iniza dalla terra.

Il luogo su cui sorge oggi la cantina si trova su un colle denominato Poderi della Capitana immediatamente accanto all’omonimo castello medievale e sede di un rinomato agriturismo. I 340 ettari su cui si trova la vigna e la cantina furono dati in dote al capitano della nave Ammiraglia che, in tempi antichi, fu motivo di grande orgoglio per le numerose battaglie vinte nel golfo Toscano.

Per mantenere questa memoria i Marchesi Frescobaldi decisero di chiamare la tenuta con il nome della flotta: Ammiraglia appunto. Il risultato è una cantina d’autore che richiama nelle sue geometrie la prua di una nave, un tempio dell’architettura al servizio della qualità produttiva e del rispetto del paesaggio circostante.

Direzione: La Capitana in Maremma

Con queste informazioni parto direttamente da Iseo, col mio compagno di studio, un sabato mattina di luglio in un orario forse un pò troppo comodo.

Organizzare questi itinerari nei fine settimana estivi è sempre problematico per via degli esodi di macchine in direzione delle località marittime. Non importa quanto presto parti, al traffico non scappi! (A parte quella volta che partii alle 2 di notte per raggiungere Cappelle sul Tavo in Abruzzo. La scampai, ma che sonno durante l’intervista quel giorno!)

Uscire dall’autostrada prima del dovuto, per evitare la coda, ci permette di apprezzare meglio il quieto paesaggio della Maremma e, all’altezza di Grossetto, tagliamo verso l’entroterra alla ricerca della località: La Capitana.

Un pò spaesati in mancanza di un indirizzo preciso e della quasi assenza di centri abitati, alla fine arriviamo a destinazione in un orario in cui il sole è ancora alto.

Cantina Ammiraglia Frescoladi in Maremma

La visita

All’arrivo ci accoglie Giusy, una gentile ragazza che ci omaggia degli onori di casa. Si perché, con sorpresa scopriamo che siamo le uniche persone presenti all’interno della proprietà quel giorno.

L’idea che la tenuta è a mia completa disposizione mi conferisce una sensazione di totale libertà.

La visita della cantina Ammiraglia inizia all’interno della sala di accoglienza e vendita attigua alla zona di degustazione dove culminerà il mio percorso. Una vetrata continua abbatte ogni barriera visiva e porta all’interno della sala la vigna e il mare all’orizzonte.

Cantina Ammiraglia Frescoladi in Maremma

Cantina Ammiraglia Frescoladi in Maremma

La cantina, ultimata in tempi record, non possiede dei veri e propri confini. Infatti, tranne che per la zona di accoglienza, magazzini e barricaia, non ha pareti. L’area di lavorazione del vino avviene all’aperto con grandi tini termoregolati disposti sotto la copertura di protezione.

Il vento, la luce, permea in questi spazi cambiando solo i suoi flussi perché laddove una volta c’erano terreni incolti, oggi c’è una vigna e una cantina.

Esterno e interno non esistono perché è tutto una cosa sola.

Cantina Ammiraglia Frescoladi in Maremma

La natura comunica con la cantina sotto numerosi aspetti, a volte anche in modi un po’ scomodi per chi cura il giardino e la proprietà. Curioso come alcune rondini abbiano fatto il nido tra i pilastri del tetto e, nonostante si cerchi di trovare loro una nuova dimora, continuano a far visita ogni anno segno che questo è un luogo di pace e di tranquillità.

Superata la tinaia, il percorso prosegue nella zona di affinamento in legno dove, con un battito di mani, si accendono le luci che sovrastano l’ampia volta ad onde della sala.

La barricaia mi fa sentire sotto ad un mare dentro a una corrente che mi spinge sul lato opposto della sala accompagnata dal color caldo delle barriques e il cocciopesto delle pareti e del soffitto.

Cantina Ammiraglia Frescoladi in Maremma

La visita culmina sul tetto verde della cantina Ammiraglia, che domina la Maremma fino al mare. Come sul ponte di una nave mi avvicino al parapetto dove sento il sapore del sale e la calda brezza del mare.

Alle mie spalle, con sorpresa, troviamo una piccola struttura arretrata rispetto al giardino pensile con 4 appartamenti. Un edificio basso e nascosto: la casa del custode, quella dell’enologo e piccoli spazi dedicati a giornalisti o blogger ma vengono concessi anche all’enoappasionato su richiesta.

Cantina Ammiraglia Frescoladi in Maremma

L’elegante Alìe

Torniamo da dove siamo arrivati. Nella sala di accoglienza e degustazione della cantina Ammiraglia ci attendono 4 vini accompagnati da piatti semplici della tradizione e all’immancabile pane toscano.

Tutto è curato e nulla è lasciato al caso.

Mi colpisce il bicchiere per il vino Alìe, un elegante Rosé dal colore chiaro, puro, con tenui riflessi rubino. Ninfa legata al mare, simbolo di sensualità e bellezza, Alìe è un raffinato equilibrio tra Syrah e Vermentino, che trova anche nel disegno del vetro la stretta vicinanza al mare e alle sue leggende. Una esaltazione alla massima espressione.

Cantina Ammiraglia Frescoladi in Maremma

Ancora una volta, i miei compagni di viaggi: vino, acqua, e mare si uniscono in un patto che racchiude in sé la tradizione del tempo. La memoria delle origini, è il significato nascosto di questa coraggiosa cantina che ha voluto aggiungere un punto di interesse in un territorio quasi dimenticato.

La speranza

Alla nostra uscita ci dirigiamo verso il mare quando, all’altezza di una cascina isolata, incontriamo un anziano contadino su un trattore che trasporta della paglia. L’uomo si ferma a parlare con una donna e io ne approfitto per scendere dall’auto e chiedergli cosa ne pensa della cantina Ammiraglia.

Con un forte accento toscano, si rivolge ai giovani che abitavano le sue terre:

Qui ormai non c’è più nessuno… vanno tutti a Roma o a Firenze, almeno adesso si vede qualcuno passare…

Senza potermene accorgere mi riempie di domande alle quali rispondo con un pò di stupore.

Io non volli chiedere altro. Quella risposta mi era bastata.

Vedere quegli occhi nostalgici legati a un tempo in cui si nasceva e si viveva per un territorio perché ancorati a delle radici profonde è quasi del tutto scomparso a favore di una forte crisi del sentimento di appartenenza in cui il rapporto con il territorio e della collettività sociale viene sempre più dimenticato.

Con una sensazione di malinconia riprendiamo la strada in direzione di Castiglione della Pescaia e ripenso al volto di quell’uomo… Speranza…

 

Scopri cosa mi attende il giorno seguente in Maremma nel prossimo articolo!

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