Iniziai a studiare la cantina Antinori a Bargino in Toscana ancora sulla carta quando forse non erano iniziati nemmeno gli scavi.

Per il mio progetto di laurea, portai avanti la tesi che le cantine ipogee (quelle con la zona di affinamento e conservazione del vino sotto terra come Antinori), erano da preferire alle altre per abbattimento di consumi, rispetto e tutela del territorio e infine per garantire una tradizione sul sistema di vinificazione “a caduta”.

Antinori a Bargino doveva essere un grandioso esempio di come l’architettura si nega a favore dell’integrità di un luogo per quasi la sua totalità. Un taglio di bisturi sulla collina, un segno sul paesaggio.

L’arrivo

Un paio di anni dopo mi preparo a visitarla.

Arrivo dall’autostrada e, all’ingresso, mi chiedono le credenziali con tanto di posto di blocco (mi aspettavo quasi una perquisizione…). Arrivo nella galleria dei parcheggi e, sul fondo, c’è Lei! La maestosa scala elicoidale che porta alla quota dell’accoglienza.

Come una scala diventa germoglio

Percorrere questa rampa è già una esperienza. Come per la cantina Le Mortelle (che ti invito a leggere cliccando qui!) anche qui trovo lo stesso tema a me caro. Un evidente segno nel suolo. Una scala “germoglio di vite”, un simbolo, che si avvita come un cavatappi nel terreno percorrendo tre livelli: parcheggi, accoglienza/vendita e vigneto pensile chiantigiano.

La rampa non ha la stessa regolarità di Le Mortelle a Castiglione della Pescaia. La spirale ha un andamento ritmico totalmente arbitrario ma sinuoso e mosso come un germoglio di vite in primavera.

Giunta al primo livello mi trovo sotto una copertura, una lunga palpebra color terra di Siena (o per rimanere in tema, color Chianti) che fa da copertura al piazzale con aperture circolari che lacerano il tetto mostrando una sezione di cielo.

cantina antinori a bargino

La cantina grande

Mi trovo nel tempio del vino, nella cantina “grande”, il quartier generale della famiglia Antinori. Pensata per produrre 2,5 milioni di bottiglie anche se può ospitarne fino al doppio e due annate per volta.

Entro nel cuore dell’azienda, dove trovo tutti i colori della terra, il brunito del metallo, il caldo colore del legno, sfumature di cotto e trasparenza. Tanta!

L’uso del vetro e della continua comunicazione tra interno ed esterno è esaltato in ogni forma.

Dalla vetrata a nastro d’ingresso alle sale degustazioni tematiche a sbalzo sulla bottaia, dove terminerà il mio percorso, fino ai giardini d’inverno nel cuore del centro accoglienza in cui è presente un auditorium, uno spazio vendita, un museo con opere d’arte contemporanea e cimeli della famiglia Antinori come l’antico albero genealogico.

La visita alla cantina Antinori a Bargino durerà ben due ore e mezza e mi accompagna una giovane e brillante ragazza.

Dentro il “Budello”

Dopo un primo video in auditorium e una presentazione generale dell’azienda entro nella famosa bottaia, quella che ho ribattezzato “il budello”: la forma di un intestino mi richiama alla mente le viscere della terra.

Un cambio di registro: da totale apertura e trasparenza a chiusura e introflessione. Come se si trattasse di organi umani, come se respirasse in un’onda ritmica in continuo movimento.

cantina antinori a bargino
image source http://www.archea.it/cantina-antinori/

Ma quanto è grande?

Un immenso vuoto.

287.260 mc costruiti nel ventre della collina.

Uno scavo lasciato fermo 18 mesi affinché la terra e l’acqua potessero assestarsi e ritrovare un nuovo equilibrio.

Non proprio un taglio di bisturi come pensavo, ma pur sempre un’opera che, per le sue dimensioni, ha cercato di avere un minor impatto visivo sul paesaggio dialogando con Esso.

Questa taglio nel suolo permette una totale eco-sostenibilità, grazie alle basse e costanti temperature della terra dove il vino si conserva senza l’ausilio di impianti di refrigerazione.

Qui si imbottiglia il Tignanello e si produce il Marchese Antinori Riserva, il Villa Antinori, il Pèppoli, il Vin Santo e gli Oli nella suggestiva sala delle giare assaggiati direttamente nel loro ambiente di conservazione.

cantina antinori a bargino
image source http://www.inlite.com.au/news/2015/02/antinori-winery-florence-martini/

Degustazioni satellite

Arriva il momento della degustazione dei rossi Chiantigiani riservata nelle salette satellite a sbalzo sulla barricaia. Assaggi di 4 vini di casa Antinori in un’atmosfera sacrale.

Buio, luce puntuale sul tavolo. Il vino che riposa sotto i miei piedi.

La carenza di luce e i colori scuri non permettono una perfetta degustazione (in quanto l’esame visivo risente di questa scarsa luminosità), ma è sicuramente un momento unico nel suo genere, una prova per i sensi che ricorderò con immenso piacere.

cantina antinori a bargino
image source http://www.archea.it/cantina-antinori/

Rinuccio 1180

L’esperienza di visita in cantina più lunga che abbia mai fatto, è culminata con un pranzo, tipico toscano, nel ricercato ristorante Rinuccio 1180 al secondo livello. Uno spazio che può ospitare fino a sessanta persone interne e con la possibilità di avere altrettanti posti a sedere nel patio esterno, a bordo vigneto decorativo.

Si, perché il vigneto a copertura della cantina è solo ornamentale, non viene utilizzato per la produzione dei rossi Antinori.

Antinori a Bargino RinuccioPerche visitare Antinori a Bargino?

Qualità e attenzione è stato il messaggio che ho respirato in questa mattinata di incontro. Una cura verso l’ospite tra i migliori che ho potuto ricevere, inquadrano l’edificio nella dimensione di un complesso concepito per valorizzare il paesaggio e l’integrazione sociale in un insieme dove lo spazio agreste rimane l’unico protagonista.

 

Antinori a Bargino
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Antinori a Bargino
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Antinori a Bargino
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Antinori a Bargino
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