Se ti trovi in India, come puoi non prenderla in considerazione?! Agra è infatti sinonimo di una delle Sette meraviglie del Mondo Moderno: il Taj Mahal.

Se Agra, città di 1,4 milioni di abitanti nella regione dell’Uttar Pradesh è così famosa, lo deve al suo imponente Taj Mahal, selezionato (non a caso il 07/07/2007) come Sesta delle  nuove 7 meraviglie del pianeta.

Il monumento incanta l’India e il mondo intero dal 1653 tanto che il celebre poeta bengalese Tagore lo ha celebrato come “lacrima sul volto dell’eternità”. Oltre a Tagore furono molti gli scrittori che spesero fiumi di parole per descriverlo. Il poeta inglese Kipling lo definì “l’incarnazione di ogni purezza”, mentre l’imperatore Shah Jahan – colui che promosse l’edificazione del monumento – affermò che il Taj Mahal sarebbe stato in grado di far commuovere perfino il sole, la luna e gli astri.

Ma ad Agra non c’è solo il Taj Mahal e accanto ai suoi giardini si trovano numerose opere architettoniche di pregio.

Vieni a scoprirle nel mio viaggio del Rajasthan!

Il Forte Rosso

forte rosso di agra

Mentre arrivo ad Agra, tra strade polverose e case fatte di lamiera e terra cruda, a solo poche centinaia di metri scorgo alla mia destra, su un’altura, il Forte Rosso.

Sebbene si parli di opere completamente diverse, la cromia intensa del Forte mi porta alla mente Matisse: il colore concorre ad esprimere la luce, non come fenomeno fisico, ma la sola luce che effettivamente esiste, quella interpretabile dalla mente dell’artista.

Ognuno proietta ciò che ha dentro e qui, in questo luogo mistico, tutto è più intenso e profondo.

Decido di visitare le mura del Forte rosso di Agra, fatto costruire dal primo sovrano Mughal come cittadella fortificata su una precedente architettura dei Lodi sulla riva occidentale del fiume Yamuna.

Il primo impatto è davvero forte. Un grande castello rosso che apre interrogativi sulla sua stessa esistenza. Ci vollero infatti 95 anni e quattro generazioni Mughal per arrivare al suo compito e, dal 1983, è Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

forte rosso di agra

Solo alcuni accenni, per non dilungarmi e poterti descrivere un pò tutto…

La successione di archi polilobati, la luce che filtra in questi spazi: in un porticato, dentro ad una apertura rarefatta e decorata da disegni floreali e volute, è in grado di trasferire in una sensazione senza tempo. Un’istantanea di un’epoca passata ma allo stesso tempo presente. Una sensazione in cui vale la pena immergersi…

Proseguo il mio itinerario accompagnata dal mio autista che mi porta a scoprire un altro gioiello di Agra: il piccolo Taj

Il Mausoleo Ttimad Ud Daulah (Baby Taj)

ttimad ud daulah ad agra

La mia visita prosegue a nord del Forte, sulla riva opposta (sinistra) del fiume Yamuna, in cui trovo l’Itimad-Ud-Daulah, la tomba del persiano Mirza Ghiyas Bag, venuto a cercare fortuna alla corte dei Moghul.
Sorprendente scoprire come, gran parte degli elementi architettonici, oltre al suo stile, preannunciano il Taj Mahal, la cui costruzione iniziò solo pochi anni più tardi! Da qui il nome “Piccolo Taj” o “Baby Taj”.
L’Itimad-Ud-Daulad fu la prima struttura  Moghul interamente in marmo e la prima in cui fu ampiamente usata la pietra dura. Caratteristica che permise la realizzazione degli straordinari intarsi che caratterizzarono questo mausoleo e il Taj Mahal stesso.
L’interno è sorprendente!
ttimad ud daulah ad agra
image source https://commons.wikimedia.org
Un ricchissimo mosaico policromo di pietre dure come: il turchese per l’azzurro, la corniola per i petali rossi, l’onice verde per steli e foglie, oltre a diverse sfumature di agata e occhi di tigre per le figure.
Per quanto piccolo e basso, paragonato ad altre architetture Moghul, presenta una singolare caratteristica: la quantità di numerose aperture nel marmo, che accolgono la luce al suo interno e la frammentano.

La Tomba di Akbar

La tomba di akbar ad agra

La mia visita prosegue nel pomeriggio, fuori dalla città di Agra, a circa 4 chilometri dal centro, per una breve visita alla tomba di Akbar.

L’architettura, si trova al centro di un rigoglioso giardino di 40 ettari divisi in quattro sezioni da percorsi rialzati in mattoni, in cui circolano liberamente animali come cervi, antilopi e scimmie. I giardini interni del complesso si estendono per oltre 40 ettari e sono divisi in quattro sezioni da strade rialzate realizzate in mattoni.

Il mausoleo, in arenaria e marmo di Akbar,  richiama i colori intensi del Forte di Agra, ma oltre alla pietra rossa, le superfici sono state impreziosite da straordinari disegni in marmi policromi.

L’edificio è privo di cupola e rivela l’influsso del vihara, il tradizionale monastero indù ed evidenzia una mixitè di motivi ornamentali ed elementi architettonici islamici, hindu, buddhisti e cristiani, sulla scorta della filosofia religiosa sincretista sviluppata dallo stesso Akbar.

La tomba di akbar ad agra

Verso il Taj Mahal

Ed infine, rientro in città per vedere lui, la sesta meraviglia del mondo moderno: il Taj Mahal

Acquisto un biglietto con una guida locale in modo da saltare la coda. Oggi è festa in India e in queste occasioni pensare di visitare il Taj senza il free pass equivale a stare fermi per 5/6 ore.

Oltrepassati i tornelli arrivo all’ingresso della porta ovest in arenaria rossa e già lo intravedo là, sul fondo. Attraverso i vasti giardini ornamentali e gli specchi d’acqua. Supero il fermo della sicurezza, i corridoi laterali, e dietro alla grande porta si manifesta.verso il taj mahal di agraverso il taj mahal di agra

Il Taj Mahaltaj mahal ad agra

La cosa più straordinaria del Taj Mahal è il fatto che, dal punto di vista architettonico, nulla è stato lasciato al caso. L’opera è estremamente simmetrica, segue una ricerca della perfezione geometrica in ogni elemento, che sia esso un minareto, una nicchia, una balaustra oppure una cupola.

Tutto è studiato nei minimi dettagli!

Il Taj Mahal è un continuo gioco di effetti ottici, di grandezza ed armonia, di grandezza e cura del più piccolo dettaglio. Le decorazioni calligrafiche sui portali si ingrandiscono mano a mano che l’occhio si allontana dalla facciata, un continuo rimando alla sapiente capacità progettuale e alle abilità dei maestri scalpellini.

Non solo prospettive, ma anche la delicatezza dei colori, che cambiano a seconda della luce, la finezza dei materiali e la sobria eleganza che non viene mai sacrificata dall’immensità dell’opera.

E poi c’è la struggente storia d’amore che corolla un monumento tanto romantico quanto famoso in tutto il Mondo…

taj mahal ad agra

La storia di un amore

Il Taj Mahal fu fatto costruire dall’imperatore Shah Jahan in memoria della terza moglie morta nel 1631 di parto dando alla luce il quattordicesimo figlio.

Pare che, per il dolore, il sovrano si ritrovò con i capelli bianchi da un giorno all’altro e per ricordare la donna amata decise di costruire un’opera imponente e pura per renderla immortale.taj mahal ad agra

Shan Jahan venne messo agli arresti anni dopo dallo stesso figlio e imprigionato in una cella del Forte di Agra (dove morì), dalla cui finestra poteva ammirare l’opera che l’avrebbe reso immortale insieme alla storia che ha elevato l’edificio a “simbolo dell’amore eterno”.

taj mahal ad agraUn’opera perfetta, mossa dal sentimento e dall’amore. Una meraviglia alla potenza che dimostra, ancora una volta che, dove c’è passione, c’è bellezza ad un livello superiore.

Dopo aver riaperto gli occhi e comprendere che tutta questa bellezza esiste e non è solo immaginaria, mi dirigo verso l’uscita per riprendere il viaggio verso Delhi.

Sulla strada che mi separa dal “monumento dell’amore” a “semplicemente la mia auto”, vengo avvicinata da un mendicante privo di tutti gli arti e semi cieco. In un istante ritorno in India, quella reale, quotidiana, di tutti i giorni…

Magnificenza e opulenza alle mie spalle convivono fianco a fianco con povertà e miseria. In fondo, è questa la realtà dell’India: contraddizioni apparenti che interpreto come “caratteristiche” in grado di concorrere alla sua reale identità.

 

Sei affascinato dalla cultura indiana?

Leggi tutti gli episodi del mio straordinario viaggio in India tra architetture da sogno e un matrimonio induista da Bollywood:

INDIA: UN MATRIMONIO INDUISTA DA BOLLYWOOD (PRIMA PARTE-DELHI)

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