Ci sono tanti luoghi al mondo che meritano di essere visitati, respirati, toccati con mani e piedi per percepirli con tutti i nostri sensi. Dall’emozione alla vista, passando per l’olfatto, il suono, e talvolta anche il gusto fino alla sensazione di poterli possedere, attrarre la loro energia, fatta di anime e tempo, con il solo e semplice tatto…
Questa emozione l’ho provata a Petra!

petra stone
Pietra rosa di Petra

L’ingresso a Petra: il Siq

La strada sterrata che dal centro dei visitatori di Aqaba conduce fino a Petra, la percepisco come un momento di passaggio. Cammino lentamente assaporando ogni linea, ogni curva sinuosa del suo magico Siq: il canyon che costituisce l’ingresso principale di quella che era l’antica città perduta di Petra.

Così, di prima mattina, vado a scoprire questo straordinario luogo che venne abbandonato nel VIII secolo a causa della decadenza dei commerci e del successivo avvento di alcune calamità naturali che lo nascosero per secoli all’umanità, finché Johann Ludwig Burckhardt ne rivelò la scoperta nel 1812.

Dentro il Siq

Percorrere il Siq è un’esperienza unica. E’ la prima volta che mi addentro in un canyon, in uno spazio levigato da millenni di acqua, quando, questa terra brulla, era un oceano brulicante di vita.

Cammino lentamente, osservo tutte le sfumature del rosa, ogni minima curva delle sue pareti sembra toccare l’altra estremità del passaggio per poi allontanarsi,  sfiorarsi senza mai toccarsi.

Il percorso che mi separa dal Tesoro lo vivo come un diaframma, una sorta di purgatorio che mi permette di prepararmi alla più grande delle Meraviglie. C’è chi lo percorre di fretta, con una frenesia di chi trova nella metà l’unico sapore del viaggio e chi, come me, non vuole sottovalutare il percorso.

Osservo l’ingegnosa opera idraulica che corre lungo il lato sinistro. Un sistema di canali (in origine coperto) studiato dai nabatei per portare l’acqua corrente al villaggio. Scorgo volti e sculture accennati sulle sue pareti, superfici tanto eterne quanto fragili.

Rocce di origine arenaria che durano nel tempo ma che si possono scavare con le dita nude continuando a strofinare, ed è qui che il senso del tatto trova il sopravvento. Sfioro la sabbia, le pareti del Siq, gli interni dei canali… fino ad arrivare a scorgere Lui senza quasi accorgermi.

Non mi aspetto niente. Continuo a camminare e, improvvisamente, in fondo alla gola del Siq, tra giochi di luce e di ombre, compare una magnifica architettura: il Tesoro

il siq e il tesoro di petra

Il Tesoro

La vita è una ricerca. Per qualcuno è sopravvivenza, per altri lussuria, per Vasco era l’aspirazione ad una vita spericolata. Per me è la ricerca della Bellezza. La bellezza che troviamo nella perfezione della natura in cui l’uomo ha attinto per portare la propria personale interpretazione della bellezza del suo Tempo.

Il Tesoro è per me una forma di Bellezza.

Tanto meraviglioso quanto agognato, fu oggetto di predatori, di saccheggi e fucilate di avventurieri che cercarono il tesoro di un faraone nascosto dietro ai suoi bassorilievi.

Cosa sapere sul tesoro

E così i mie occhi si perdono in questa immensa opera, larga 30 metri e alta 43 decorata in stile ellenistico durante il primo secolo a.C., utilizzata come tomba per un re nabateo (probabilmente Aretas III) e, secondo alcuni studiosi, usata in seguito come tempio.

Sulla facciata sono scolpite figure mitologiche e divinità nabatee. La parte superiore della facciata è ornata da colonne sovrastate da capitelli con forme vegetali, mentre quelle inferiori, sostengono un frontone triangolare con capitelli di ordine corinzio. In sommità, negli spazi tra le colonne, si trova un tempietto circolare con 3 statue raffiguranti delle Amazzoni ai lati e la divinità Tyche al centro.

Il luogo che tanto attendi, in cui non vorresti più andartene, l’unico in tutta Patra in cui è proibito entrare, è proprio Al-Khazneh: il Tesoro tanto atteso…

petra e i cammelli

Penso al tempo, cosa ha rappresentato questo luogo, fantastico su come è stato utilizzato nei secoli dalle tribù nabatee che ne hanno costudito il segreto, le anime che ha accolto nei secoli…

Così dopo aver fatto il pieno di questa immagine così forte e iconica, capace di farmi provare un’emozione che sento come una scarica elettrica sotto pelle, proseguo la visita di Petra ben sapendo che dovrò ritrovarmi ancora una volta davanti al Tesoro prima di uscire definitivamente dal Siq, ma mai avrei pensato cosa mi avrebbe atteso il pomeriggio!

Un modo per entrare nel Tesoro… Ecco cosa mi è successo!

Sono le 15.30, dopo l’intera giornata di cammino e 25 km trascorsi a piedi, mi ritrovo a fotografare Al-Khazneh dall’alto, in un punto di osservazione paesaggistico strepitoso, quando, improvvisamente, inizia ad alzarsi il vento e il cielo si fa plumbeo.

il tesoro di petra dall'alto

Ecco i primi tuoni e le prime gocce d’acqua.. Penso che è il caso di tornare in fretta per non rimanere bloccata nel nulla!

Non riesco a quantificare il tempo che passa, quello che è certo è che sto scendendo dal colle praticamente a salti borbottando sul meteo guastafeste e così rieccomi di nuovo davanti alla meraviglia!

Arrivata nella piazza del Tesoro, la sicurezza del sito archeologico aveva bloccato ogni accesso al Siq e alla valle.

Non si può né proseguire, né tornare indietro.

E ora che fare?

La sicurezza sta ripetutamente gridando “Go inside! ” Cosa? Andare dentro al Tesoro!?!?

Non me lo faccio dire due volte, oltrepasso la balaustra e il parapetto tra grida, gente che si spinge e in un attimo sono dentro! Non posso crederci!!!

L’interno è molto sobrio e spoglio, caratterizzato solo da alcune stanze connesse a quella centrale ma l’atmosfera che respiro è qualcosa di unico!

Questo spazio adesso è mio!
Ma cosa sta succedendo?

Cerco di carpire delle informazioni da una guida che sta spiegando a delle persone come, anni fa, una pioggia avesse trasformato il Siq in un vero e proprio fiume trascinando via molti turisti e creando numerose vittime. Da allora sono stati studiati dei “punti di raccolta” in cui essere prelevati da dai militari.. e così è stato!

l'interno del tesoro di petra
Il Tesoro visto dall’interno

Rimasi bloccata per circa un’ora dentro il tempio osservando la struttura, la perfezione dei suoi capitelli, i dettagli dell’architrave, la straordinaria levigatura obliqua delle sue superfici interne…

Guardai la gente che da un panico iniziale finì per annoiarsi e sbuffare, giovani alle prese con il loro smartphone, ragazzi in procinto di rimorchiare qualche turista in una competizione di “miss maglietta bagnata” quando, alla fine venni caricata su un camioncino da giordani dallo sguardo alla Raz Degan, l’acconciatura alla Jack Sparrow e un sorriso da uomo bicentenario.

Non dimenticherò mai questa esperienza tanto unica quanto rara. L’immagine di essere dentro ad un luogo proibito e di sentirlo parte di me.

Perfino uscire dal sito archeologico è stata un’avventura. Ammassata come bestie insieme a dei ragazzini locali urlanti appesi come scimmie al pick up. Ad ogni dosso si finiva per saltare tutti quanti e qualcuno di loro ruzzolava sul sentiero deriso dagli altri rimasti aggrappati. Una sorta di stupida gara a chi resiste di più.

il siq a petra

Molte volte mi sono ritrovata a pensare che non tutto il male viene per nuocere. Pensiamo che tutto quello che di negativo ci accade è un fallimento, una punizione, qualcosa che non doveva accadere, perché la vita è fatta di obiettivi, di frenesie, di solo cose belle…

E allora una deviazione è una perdita di tempo, ci allontana da quello che desideriamo, pensiamo possa rovinarci una vacanza, un desiderio, il sogno di una vita intera, ma spesso una deviazione è una grande opportunità.

Rimanere bloccata dentro il tesoro non mi ha cambiato la vita. No, non questa deviazione almeno.

La mia occasione, oggi, è stata semplicemente quella di camminare nella più grande meraviglia del mondo moderno e di sentirmi straordinariamente felice.

Questo pensiero è per te G.

Guarda il video dell’evacuazione nel Tesoro su instagram!

Sapevi che il bar più antico del mondo si trova proprio a Petra? Scopri dove leggendo il mio articolo QUI

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