Dopo il chiacchierato articolo sulle cantine delle Langhe (se non l’hai ancora letto puoi farlo cliccando QUI), eccomi con una nuova rassegna di cantine di design più sorprendenti della Toscana.

Cantine che ho visitato in più viaggi ma che puoi concentrare in uno solo prendendoti qualche giorno in più di un fine settimana fuori porta…

La grande toscana

Nominare la Toscana significa parlare di una delle due regioni italiane che ha saputo creare un patto perfetto tra grandi cantine e un vino straordinario.

Edifici bellissimi, spesso perfettamente integrati con il paesaggio circostante, a cui sono associate tecnologie all’avanguardia nella costruzione e nella produzione. Vere e proprie cattedrali del vino che hanno aperto il loro celler a visite guidate e degustazioni. 

Il mio interesse, quello di Paesaggista e Sommelier, mi ha portato a visitare le cantine di design più belle della Toscana e a creare una mini-guida per chi, oltre ad apprezzare il buon vino, non rinuncia alla bellezza di un luogo e all’architettura che ne costruisce il paesaggio.

01. Le Mortelle

C’è forse chi si aspetterà trovare ai primi posti di questa rassegna le cantine più fotografate, oggetti di copertine di riviste di eno-appassionati e non solo…

Questo viaggio inizia dalla Maremma, una realtà vitivinicola meno conosciuta nonostante sia di casa Antinori.

Sto parlando di: le Mortelle.

le mortelle cantina di design toscana

Prima di tutto arriva in Toscana. Sia che tu stia arrivando da nord o da sud, percorri la Maremma, un territorio trasformato da interminabili bonifiche.

Un paesaggio che alterna colline e pianura, campi incolti, addomesticati, terre bruciate dal sole, mare e saline, vino e bestiame…

Non distante da Castiglione della Pescaia, verso l’entroterra in direzione della località Ampio, un grande cancello in ferro corten dal color della terra, materico, ruvido, saprà accoglierti marcando l’inizio del viale in salita in mezzo a un territorio pianeggiante. La strada terminerà in sommità della lieve collina che sovrasta la tenuta dove troverai un grande portale alla tua sinistra.

cantina le mortelle in toscanaTutt’intorno la vegetazione è curatissima. Gelsi, melograni, roseti, bossi… Ogni pianta ha una precisa collocazione e una evidente cura quotidiana.

Oltrepassa il portone d’ingresso e ti troverai all’interno di quello che per me non è solo una cantina, un luogo brulicante di lavoro, è in realtà un concetto più astratto! 

Una architettura che ruota intorno all’immagine del “cavatappi”. Una rampa elicoidale penetra nella terra avvitandosi in cui al suo intorno le aree di lavorazione e di riposo coesistono satelliti.

cantina le mortelle in toscana

Oltre agli straordinari vini che portai degustare come Botrosecco, Poggio alle Nane e Vivia, la grande bellezza di questa idea risiede nell’essere riusciti a rappresentare l’idea di un oggetto di uso comune nel mondo del vino, come il cavatappi e restituirlo con una forma.

Una scala che si inserisce nel suolo e ad esso si ancora. Come se appartenesse ad esso e si legasse inscindibilmente alla natura che lo abita.

Tornato in sommità lascia alle tue spalle questa forte immagine simbolica e dirigiti verso est, ancora più all’interno della selvaggia Maremma.

Per un approfondimento su questa cantina leggi il mio articolo dedicato QUI!.

02. Cantina Ammiraglia

Direzione: La Capitana, non distante da Castiglione della Pescaia.

Durante il percorso avrai l’impressione di essere totalmente fuori strada e di addentrarti in un posto dimenticato dall’uomo, o almeno da una parte di essi.

cantina ammiraglia, cantina di design toscana

Il paesaggio è brullo, qualche cascina qua e là punteggia il territorio mosso da lievi colline.

Osserva la Maremma, la sua ruvidità, quel fascino di essere stata selvaggia da sempre le è rimasto appiccicato addosso nonostante le innumerevoli bonifiche…

Mentre percorri questo itinerario, non dimenticare che la bellezza non risiede solo nella destinazione. Guardati intorno. Un antico detto cita:

A furia di puntare alla meta ci siamo scordati di quanto è bella la strada…

Finché questa stessa strada termina con un altro cancello, anche questo color della terra con una ricca vegetazione di oleandri e mirto. L’ingresso ti condurrà a fianco di una cantina non convenzionale. Da un lato l’Ammiraglia, dall’altro il mare e se riguardando la cantina ti viene spontaneo domandarti:

Sono forse sulla prua di una nave? Sto sognando o un’imbarcazione si è arenata sul colle La Capitana?

Bhè non ci sei tanto lontano! Quella che vedi non è una vera e propria “barca” ma una sua rivisitazione grandiosa!

Entra. Ma in realtà sei ancora fuori.

Si perché pochi spazi possono definirsi “interni”. La maggior parte della cantina è protetta da una copertura morbida e sinuosa senza pareti. Solo la barricaia è all’interno di uno spazio termoregolato, un mare morbido sopra la testa caldo e avvolgente ti condurrà verso l’uscita e alla sala degustazione oppure al giardino pensile sul tetto.

cantina ammiraglia, cantina di design toscana

Sei quindi nuovamente all’esterno ma riparato da una tettoia ombreggiante, un “interno-esterno” senza veri e propri confini con un rimando continuo ad una natura che permea in un luogo dove una volta c’erano solo terreni incolti ed ora vi è un spazio costruito che non dimentica il suo passato.

Per un approfondimento su questa cantina leggi il mio articolo QUI

Lascia l’Ammiraglia e dirigiti verso nord, in direzione di Suvereto, Val di Cornia dopo aver fatto uno stuzzichino e degustato uno straordinario vino rosè: Alìe, un equilibrio tra Syrah e Vermentino nel suo elegantissimo calice che racconta di mare e leggende…

03. Petra

Arriva così in un paesaggio delicato. Lievi colline, campi arati, vigneti, paesini rurali, semplici, umili.

Percorri la pedemontanta fiancheggiata da filari di alberi finché salendo leggermente un lieve colle ti troverai davanti ad una sorta di tempio…

Se pensi di essere davanti ad un mausoleo eretto per qualche divinità pagana, sei sulla strada giusta!

Ben arrivato alla cantina Petra opera dell’architetto Mario Botta. Uno per cui:

costruire è di per sé un atto sacro” –  cit.

Facilmente comprensibile guardando la sua architettura. Non trovi?

cantina petra, cantina di design toscana

Edificio monumentale fatto per “esserci”, per durare nel tempo e fare la differenza (anche in un luogo agreste).

Una  forma rotonda, avvolgente, cela dentro di se una zona vinificazione quasi completamente ipogea, una sorta di filtro che anticipa la bottaia retrostante e uno scintillante cuneo. Un corridoio che entra fino al cuore della collina. Una sorta di “cripta” in cui le botti riposano su ciottoli bianchi di fiume che ne regolano l’umidità.

Petra. Un segno forte e gravante sul territorio. Una presenza attenuata dalla vigna antistante, ma pur sempre un monolite in un a distesa di vigne sensibili.

ESPERIENZA DA NON PERDERE:

l’ascesa alla sommità della scalinata esterna (sotto tua responsabilità in quanto priva di requisiti di sicurezza) in cui poter godere di una vista sorprendente e una sensazione di pace assoluta. 

Prima di dedicarti alla poesia che anticipa la prossima cantina, non puoi non degustare la recente linea Belvento di Petra dedicata al mare e un esplosivo merlot in purezza: Quercegobbe.

Per un approfondimento della cantina Petra leggi il mio articolo dedicato QUI

04. Cà Marcanda

I cipressi che a Bolgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filar…

cantina cà marcanda, cantina di design toscana

Con questa immagine carducciana dirigiti a Bolgheri e più precisamente a Castagneto Carducci nella cantina della famosa famiglia piemontese Gaja: Cà Marcanda.

Una architettura immersa in una ricca vegetazione di oleandri, piante officinali e ulivi. Centinaia di ulivi. Una cantina con una immagine dal volto timido, nascosta per due livelli su tre con un giardino pensile che è il proseguimento dei prati circostanti. Una azienda che anno dopo anno sembra fagocitata sempre più dalla vegetazione che ne è parte inscindibile.

Solo alcuni lati tagliano l’andamento del fronte fuori terra in pietra color miele, la pietra trovata durante gli scavi, e una copertura ritmata in lamiera e ferro, un caotico intreccio di longarine che coniuga la funzione portante all’effetto visivo con un grande attenzione al riuso. Alcuni materiali provengono infatti dalla dismissione di una acciaieria bergamasca.

cantina cà marcanda, cantina di design toscana

In ogni dettaglio che scoprirai in Cà Marcanda, troverai il tentativo di ibridare funzionalità e bellezza. 

Grande attenzione all’immagine che non si limita unicamente alla cantina e all’ambiente circostante, ma si ritrova anche sulle etichette dei vini dallo stile essenziale e geometrico.

Cà Marcanda non è solo una cantina di uno dei principali produttori italiani di vino, è stata considerata dalla stampa un “oggetto artistico”. Una collezione d’arte sullo studio e l’applicazione delle regole dell’ergonomia, dove l’ideale estetico, la natura, e funzionalità si uniscono per creare un ambiente di lavoro ideale.

Vini da non perdere?

Cà Marcanda Bolgheri Rosso DOC e Magari Bolgheri DOC vini con punteggio superiore ai 90/100. Premiatissimi dal classico taglio bordolese: merlot, cabernet sauvignon, cabernet franc dalla persistenza interminabile.

05. Rocca di Frassinello

Riprendi la strada in direzione di Gavorrano a pochi passi da Follonica.

cantina rocca di frassinello, cantina di design toscana

Se in mezzo al vigneto pensi ci sia un inceneritore color rosso pompiere, o una sorta di cittadella contemporanea con una torre snella che svetta al centro, non hai sbagliato. La stampa spesso è stata critica con questa architettura. Se piace o meno sta a te deciderlo.

Benvenuto a Rocca di Frassinello ideata dall’archistar Renzo Piano!

Per Piano “una cantina è prima di tutto uno stabilimento” e, tutto sommato, questo luogo è assolutamente coerente con questa affermazione.

Superate le vigne a ridosso delle mura, ti troverai in un’ampio piazzale parzialmente coperto sotto al quale riposa “l’arena”: punto sorprendente di tutto il progetto è proprio la barricaia. Un cubo 40 x 40 m senza nessun pilastro in cui, disposte a gradoni su 4 lati, riposano le 2.500 barriques.

Quando si arriva lì e ci si guarda intorno non si può non commuoversi fino al pianto – cit. R. Piano

Che lo scopo dell’architettura sia quello di creare un’emozione come sostenne Le Corbusier, uno dei più grandi architetti del Novecento,  secondo cui:

La Costruzione è per tener su: l’Architettura è per commuovere. 

nel caso di Rocca di Frassinello ho contenuto le lacrime senza difficoltà. Se avrai la fortuna di commuoverti spero potrai far bagaglio di questa esperienza ma se così non fosse non preoccuparti, è assolutamente normale.

Per riprenderti dall’eventuale concitazione puoi perderti con un Maremma Toscana IGT, definito il “grand vin” della tenuta Rocca di Frassinello, secondo una valutazione con la classificazione di Bordeaux. È stato infatti realizzato dagli enologi Alessandro Cellai e Christian Le Sommer, noto per essere anche l’enologo di Les Domaines Baron de Rothschild-Lafite.

06. Cantina Collemassari

Tra le colline che si fanno più mosse tra Montalcino e Montecucco non dimenticarti di fare una sosta a la Cantina Collemassari.

cantina collemassari, cantina di design toscana

Lasciata la pianura e le lievi colline dirigetevi nella zona un pò più ardita, sulle pendici di Monte Amiata che domina da sud le terre del Chianti Classico.

Arriva a Cinigiano, in località Poggi del Sasso. La Cantina Collemassari, progettata dall’architetto Edoardo Milesi, esponente dell’architettura sostenibile, è un edificio che interrompe l’andamento morbido tipico del rilievo.

Un grande piazzale accoglie il visitatore e ti catapulta direttamente all’ultimo piano della torre amministrativa in cui si possono apprezzare, in posizione dominante, le terre e le località limitrofe.

cantina collemassari, cantina di design toscana

Dopo aver visto dall’alto il territorio, scenderai diversi metri sotto terra in cui troverai gli spazi produttivi e di conservazione del vino.

La cantina è organizzata come una industria rigorosa, lo percepirai anche nei suoi esterni. Un rivestimento delle facciate in legno di larice cerca di integrare l’imponente struttura nel paesaggio.

Tornando in sommità, alla quota del piazzale, troverai l’accogliente sala di degustazione con vetrata sulla vallata in cui ti consiglio di farti accompagnare da un Rigoleto Montecucco DOC e un Collemassari Montecucco DOC.

E infine dirigiti a Bargino…

6+1. Antinori nel Chianti Classico

7 cantine, un pò come le 7 meraviglie…

Lasciare per ultima la cantina più fotografata del mondo?

Assolutamente si! Perchè? Ora te lo spiego.

cantina antinori a bargino, cantina di design toscana

Ben arrivato a quella che più che un luogo per fare il vino, è un centro polifunzionale di raccolta degli eno-appassionati. Stiamo parlando di: Antinori nel Chianti Classico!

L’arrivo è quasi da perquisizione. Posto di blocco con tanto di controllo, ma se lo superi ti dirigerai lungo una lieve salita che condurrà direttamente nei parcheggi sotterranei a percorrere la rampa elicoidale che è già un’esperienza.

cantina antinori a bargino, cantina di design toscana

Come per la cantina Le Mortelle anche qui troverai lo stesso tema a me caro. Un evidente segno nel suolo. Una scala “germoglio di vite”, un simbolo, che si avvita come un cavatappi nel terreno percorrendo tre livelli: parcheggi, accoglienza/vendita e vigneto pensile chiantigiano. 

Approdato al primo livello ti troverai sotto una copertura, una lunga “palpebra” in ferro corten che fa da tettoia al piazzale soprastante punteggiato da aperture circolari che lacerano il tetto mostrando una sezione di cielo.

cantina antinori a bargino, cantina di design toscana

Entra nel cuore pulsante della cantina.

Un immenso vuoto.

287.260 mc costruiti nel ventre della collina.

Uno scavo lasciato fermo 18 mesi affinché la terra e l’acqua potessero assestarsi e ritrovare un nuovo equilibrio.

Non proprio un taglio di bisturi, ma pur sempre un’opera che, per le sue dimensioni, ha cercato di avere un minor impatto visivo sul paesaggio dialogando con esso.

Per un approfondimento della cantina Petra leggi il mio articolo dedicato QUI

Antinori a Bargino: una cantina o forse più un centro visitatori? 

Il confine è piuttosto labile.

L’organizzazione di visite interne è sorprendente. Cinema interno, museo e punto vendita di oggettistica e souvenir, ristorante e bar, percorsi privati multilingue, degustazioni vip nelle salette sospese nella barricaia, possibilità di sosta e accoglienza di macrogruppi e pullman di turisti.

Un’organizzazione che ha fatto di questo luogo più che una cantina in cui fare il vino, un punto d’arrivo del turismo archi-vinicolo, anche se, qui si imbottiglia il Tignanello e si produce il Marchese Antinori Riserva, il Villa Antinori, il Pèppoli, il Vin Santo e gli Oli in cui potrai fare una degustazione dedicata proprio nell’ambiente di conservazione.

CONCLUDO

Sei giunto alla fine del mio itinerario. Un percorso nella bella Toscana tra architettura e natura da organizzare in più giorni (se non vuoi finire provato da tante degustazioni.  😉

Avrai visto luoghi magnifici, cantine più o meno integrate dal patrimonio naturale da cui dipendono.

Forse guardando qualcuna di esse ti sarai domandato:

“ma è così necessario spezzare l’equilibrio di un luogo per esibire l’ego dell’archistar del momento o di qualche committente che si sente Dio a favore di una immagine che prevale sul prodotto per il quale è nata?!?”

Altre volte invece sarai rimasto incantato da così tanta intuizione in cui far convivere terra e cemento in un legame perfetto…

Quale approccio sia il migliore lo lascio al tuo giudizio.

Se vuoi sapere chi per me ha la meglio tra architettura e vino ti rimando al mio articolo:

Architettura contro vino – la sfida finale

 

Sei appassionato di vino e della Toscana? Quale cantina hai preferito? Scrivimi!

Write A Comment

Iscriviti alla mia newsletter

Riceverai una mail SOLO quando pubblico i miei nuovi post

Le tue informazioni non saranno condivise con terze parti