Le colline delle Langhe con le sue cantine sono tra i paesaggi più affascinanti del Piemonte. Dolci rilievi, antichi borghi, vigneti e grandi tradizioni gastronomiche sono gli elementi caratterizzanti di questo paesaggio viticolo.

Per gli amanti del vino questa è sicuramente una delle zone d’eccellenza, il luogo ideale per scoprire un territorio unico, patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 2014, in cui godere della natura, dell’arte e soprattutto di un vino d’autore prodotto in cantine del tutto eccezionali!

Il mio weekend fuori porta, finalizzato a scoprire le cantine di design delle Langhe, mi ha portato a conoscere le più belle realtà dell’architettura del vino contemporanea e a creare una mini-guida per chi, oltre ad apprezzare il buon vino, non vuole rinunciare alla bellezza e all’originalità del genio di qualche architetto ardito…

01. Ceretto

Localizzata a San Cassiano ad Alba, una realtà costruita da 3 generazioni di viticoltori, la cantina Ceretto vanta un primato d’eccellenza, ristoranti pluristellati, spazi per l’arte contemporanea a disposizione di artisti emergenti e di fama internazionale (come la recente mostra di Marina Abramovic) e due cantine d’autore…

Cosa colpisce di Ceretto?

Arrivo alla Tenuta Monsordo Bernardina, dove trovo una cascina dei primi decenni del 1800 a perimetro della proprietà. Suono il campanello e, appena varcato il portone, anziché trovarmi all’interno del consueto spazio di accoglienza e vendita, mi trovo in barricaia!

Si, perché l’ingresso della cantina avviene direttamente dentro il cuore pulsante dell’azienda! Il luogo in cui il vino riposa e attende l’imbottigliamento…

L’Headquarter di Ceretto

Accanto a questo sorprendente ingresso c’è uno spazio completamente diverso. Niente più volte in mattoni e cancellate in ferro, ma uno spazio ultra tecnologico. Nel 2009, infatti, sorse la necessità di realizzare nuovi locali da adibire a barricaie, celle per l’invecchiamento del vino e spazi destinati alle relazioni con il pubblico.

Venne così realizzato un intervento completamente interrato, al di sotto del cortile della cascina, che si sviluppa con una sequenza di sale che, partendo dalla barricheria “storica” ed attraversando la “nuova cantina”, raggiunge i locali destinati all’accoglienza e alla vendita, culminando dentro un’opera architettonica avveniristica: l’acino.

Una “capsula” leggera, progettata dagli architetti Deabate, pensata per eventi e degustazioni d’eccellenza: legno lamellare per la struttura portante e l’EFTE per la copertura (un materiale trasparente che forma una sorta di “cuscino pneumatico” sostenuto da una struttura di acciaio).

cantina ceretto langhe

Uno spazio unico nel suo genere che, all’imbrunire si illumina internamente con sfumature di vari colori, divenendo un faro: un punto di riferimento per le langhe limitrofe.

cantina ceretto langhe

L’acino non è l’unica opera di valore della cantina Ceretto!

Nel 1999, la famiglia, decise di ristrutturare la Cappella del Barolo nel vigneto Brunate di La Morra interpellando famosi artisti internazionali come David Tremlett e Sol LeWitt.

Questa fu la prima, di moltissime altre iniziative di arte contemporanea, della famiglia Ceretto. Un modo di portare un segno d’arte sul territorio e uno scambio di culture oltre alla tradizione e all’amore per il vino.

Ma non è finita qui!

Negli stessi anni, sulla sommità del Bricco Rocche a Castiglione Falletto, in un’altra proprietà della famiglia Ceretto, venne costruito il Cubo: un poligono di vetro incastonato nella collina, divenuto oggi uno dei simboli architettonici di Barolo stesso.

Il progetto si collega ad un ampliamento della cantina esistente. Una architettura-paesaggio che, nella totale trasparenza, si propone come una scultura in un ambiente irripetibile. Il Cubo è un’opera d’arte moderna e tecnologica, simbolo della tradizione e conservazione di un capolavoro della natura: il vino nel suo territorio.

cantina ceretto langhe

02. Boroli

Lasciato il Cubo della cantina Ceretto alle mie spalle, percorro la strada verso valle e mi imbatto nelle cantina “La Brunella” opera dello studio di architettura Boroli (fratello del proprietario).

La vista dalla cantina è mozzafiato. Castiglione Falletto a est e l’intera vallata del Barolo a ovest tra cui spunta il prestigioso vigneto del Cannubi, uno dei terreni più quotati d’Italia.

cantina boroli langhe

Il progetto della cantina ha interessato l’ampliamento della cascina esistente, dedicata esclusivamente alla produzione e all’affinamento dei suoi cru storici.

Tutte le scelte progettuali adottate sono state tese a reinterpretare in chiave contemporanea forme e dettagli locali.

Nasce così l’idea di rivestire l’intero volume fuori terra in doghe di legno di rovere derivanti da barriques usate ottenendo un effetto davvero unico nel suo genere.

L’immagine che si è voluta trasferire è il ricordo del ciclo produttivo del barolo e un forte mimetismo col suo terroir.

Achille Boroli

Un esempio di grande attenzione alla sostenibilità edilizia e all’impatto del nuovo manufatto sul paesaggio.

cantina boroli langhe

Gli interni della cantina sono caratterizzati da tinte nere e rosse in grado di richiamare alla mente il colore del vino esaltato al massimo in un gioiello incastonato nell’architettura: un parallelepipedo vetrato rosso in cui sostare e degustare un fantastico nebbiolo davanti a un paesaggio di pace e tranquillità.

03. L’astemia Pentita

Secondo giorno di visita: appuntamento a Barolo. Percorro la strada che conduce alla sommità del paese quando, improvvisamente, alla mia sinistra compare lei: L’astemia pentita. Perché pentita? Tra poco lo scoprirai…

Una totale sorpresa! Concettualmente due cassette del vino sovrapposte una sopra l’altra costituiscono la cantina stessa! Un esercizio di architettura molto originale e subito penso:

… ma come è stato possibile costruire un fabbricato così eccentrico tra il crinale dei Cannubi verso il villaggio di Barolo in un territorio sensibile tutelato dall’Unesco?!?

l'astemia pentita langhe

Questa cantina, progettata dall’architetto Gianni Arnuado (l’ideatore del famoso divano a forma di bocca), non rientrava nelle mie mete di questo fine settimana fuori porta. Non la conoscevo, e, purtroppo, al momento del mio viaggio, l’edificio era in fase di finitura e non è stato possibile visitarlo se non dall’esterno.

La mia curiosità mi ha portato a scoprire di più su chi ha pensato un’opera architettonica di così forte impatto e totalmente decontestualizzata. Ho scoperto che la proprietaria, Sandra Vezza, è leader di un importante gruppo industriale nella produzione di gelatine e di una azienda che opera nei complementi di arredo.

Il design infatti, è parte integrante in ogni dettaglio di questa cantina come le bottiglie e il packaging curato in collaborazione con Arnuado.

Avrei potuto disegnare il solito falso rustico con i mattoni vecchi, o quello stile outlet da neoclassico rurale e forse nessuno avrebbe avuto nulla da dire. Questo progetto potrà sorprendere ma rispetta l’ambiente, usando materiali assolutamente naturali

Gianni Arnuado

l'astemia pentita langhe

Perché l’Astemia pentita?

Ero un’astemia convinta – dice Sandra Vezza -, ma per amore delle Langhe mi sono pentita e convertita al Barolo. Qualche anno fa ho avuto l’occasione di comprare un podere e ho scoperto di avere un’altra grande passione, oltre al design. E quando mi sono messa a produrre vino, ho pensato di farle convergere. (…)

Volevo una cantina diversa dalle solite e chiesi ad Arnuado di portarmi un progetto che non esistesse, che pensasse a una soluzione che fosse davvero nuova e che costituisse un forte segno architettonico».

Quando esce l’architetto che c’è in me…

Condivido pienamente con l’architetto Arnudo, la preferenza per soluzioni moderne rispetto al falso storico.

Tuttavia, talvolta, le mie perplessità permangono. Quando un’architettura diviene un gigantesco manufatto pubblicitario, laddove i vigneti dovrebbero essere i protagonisti del paesaggio da cui dipendono, è così necessario spezzare l’armonia del genius loci per dei contrasti in cui il marketing e l’etichetta sono prevalenti rispetto al sapore del vino?

 04. Cascina Adelaide

Lasciata la “Pentita” mi dirigo verso Cascina Adelaide. Al di là di una accoglienza del tutto discutibile, che parte dalla massima dell’addetto alla accettazione in cantina, secondo cui:

Se il 98% dei nostri prodotti viene esportato all’estero, che interessi abbiamo ad accogliere a braccia aperte i turisti eno-appassionati italiani?!?

Nonostante questo infelice preambolo, l’architettura di cascina Adelaide, opera dello studio di architettura Archicura, è davvero singolare!

cantina cascina adelaide langhe

La sua presenza cerca di minimizzare il più possibile il proprio impatto sul territorio con una progetto semi-ipogeo ricoperto quasi completamente da un tetto verde: un prato calpestabile.

Solo piccole aperture emergono dal suolo interessando l’ingresso principale in cantina (sotto ad una forma geometrica ellittica che ricorda un occhio vigile), e l’accesso ai magazzini di stoccaggio, direttamente collegati ai locali di affinamento del vino.

cantina cascina adelaide langhe

La copertura, si allontana dal fabbricato esistente, scendendo fino a terra, divenendo giardino e ridisegnando il piano di campagna esistente. L’edificio aggiunge una nuova dorsale alle colline limitrofe, inserendosi in un paesaggio rigato dai filari delle viti e accompagnato, a monte, dalla presenza del paese di Barolo stesso.

Nonostante l’apprezzabile tentativo di creare un’opera architettonica armonica, la complessità dell’intervento presenta alcuni spigoli vivi sulle frange della copertura che segnano un contrasto con il morbido andamento dei rilievi in cui si inserisce.

Concludo

Ripensando, a posteriori, alla mia esperienza nella terra delle Langhe non posso non notare come il minimo comune denominatore di questo viaggio sia stata la parola “spigolo”:

come spigolosa viene definita la nascita di Barolo dagli stessi locali;

come spigolosa è la ruvidezza data dalla tannicità dei sui vitigni;

come spigolosa è l’architettura che ospita questi pregiati vini.

 

Sei appassionato di vino e delle Langhe? Conosci qualche realtà viticola interessante? Scrivimi e comunicamelo!

Leggi qui l’articolo su un’esemplare realtà vitivinicola delle Langhe e la mia esperienza nella cantina: Marchesi di Barolo. Un’importante presenza che ha contribuito a creare Barolo stesso. Scopri perché!

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