Dopo tanto tempo fatto di studio, pensieri e riflessioni, decido che è finalmente arrivato il momento di visitare la cantina Le Mortelle in Toscana.

La ragione di tutta questa attesa, fu la preoccupazione di vivere questo luogo che, in qualche modo, mi apparteneva. Questo perché nel periodo in cui fu edificata mi stavo laureando in Architettura con un Progetto di Tesi per una cantina in Franciacorta davvero molto simile a Le Mortelle.

Quando venni a conoscenza di questa azienda ne rimasi profondamente turbata. Da un lato mi sentii “derubata”, in quanto una mia idea si era trasformata in una forma concreta ma, allo stesso tempo, orgogliosa per aver fatto un progetto che contemporaneamente veniva pensato da un grande studio di architettura.

Immagina la mia emozione nel camminare dentro ad una idea che per due anni è stata la mia costante quotidiana.

le mortelle antinori in maremma
image source www.antinori.it/it/passione-in-evoluzione/le-mortelle#winery

Maremma domata?

Arrivo in Maremma, insieme a Daniele, il mio collega di studio, in una splendida e speciale giornata di luglio.

Ho sempre collegato l’idea della Maremma alle mandrie di bestiame allo stato brado che si aggiravano per le pianure acquitrinose seguite e curate dai butteri in sella ai loro destrieri. Proprio questo pensiero mi ha sempre trasmesso una forte sensazione di libertà ed è proprio quello che provo attraversando questo territorio.

La Maremma è un territorio trasformato con interminabili bonifiche. Un paesaggio che alterna colline e pianura, campi incolti, coltivati, terre bruciate dal sole, mare e saline, vino e bestiame…

Con questa percezione “selvatica” percorriamo una lunga strada con viali alberati che portano ad antiche dimore e realtà vitivinicole isolate, campi abbandonati, raccolti gravemente compromessi da una estate già  troppo arida.

Le Mortelle: progetto o concetto?

Arrivati a Le Mortelle, un grande cancello in ferro corten evoca il colore brunito della terra e sottolinea l’inizio del viale che ci condurrà in sommità della lieve collina che sovrasta la tenuta.

Ospiti della casa colonica, punto di accoglienza, vendita e piccola area ristorazione arredata in stile, veniamo accolti da una giovane sommelier che ci accompagna all’ingresso della cantina: un ampio portale incastonato nella collina.

le mortelle antinori in maremma

Entriamo.

Il cavatappi

La struttura della cantina ruota attorno all’immagine del cavatappi. Per la mia tesi, usai proprio questa immagine simbolica a supporto del mio tema: una rampa elicoidale penetra nella terra avvitandosi, dove al suo intorno le aree di lavorazione e di riposo coesistono satelliti.

Una scalinata di forma cilindrica, si avvita ripercorrendo tutti gli stadi della vinificazione, dal ricevimento delle uve in sommità, passando per la vinificazione in tini di acciaio al primo livello interrato, all’affinamento e stoccaggio in barriques nel secondo piano interrato.

Più mi avvicino più mi sembra di camminare dentro al Progetto che avrei dovuto realizzare. Tutto questo sotto una copertura ritmata in legno lamellare, dove un occhio di luce, come nel Pantheon, penetra al suo interno.

le mortelle antinori in maremma

cantina vinicola le mortelle, il cavatappi

Iniziamo a scendere la scala elicoidale compiendo così lo stesso percorso dell’uva, del mosto ed infine il vino.

Mi sento dentro ad una immagine non ad una architettura. Come disse la grande Zaha Hadid parlando di una sua opera:

Non è un progetto, ma un concetto.

Questa è la vera bellezza. Rappresentare l’idea di un oggetto di uso comune nel mondo del vino come il cavatappi e restituirlo con una forma, quella della scala che si inserisce nel terreno e ad esso si ancora.

le mortelle antinori in maremma, la barricaia
image source www.antinori.it/it/passione-in-evoluzione/le-mortelle#winery

Raggiungere la barricaia alla quota più bassa è una sorpresa. Le pareti perimetrali sono in pietra, la pietra trovata negli scavi.

Percorriamo la sala in silenzio in un’atmosfera sacrale. Riprendiamo la spirale della scala fino in sommità dove la visita culmina all’interno della sala di degustazione con una fantastica vetrata panoramica.

La degustazione

Il nostro percorso termina con l’assaggio di tre vini: Botrosecco a base di Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, seguito da Poggio alle Nane (Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Carménère) e il nascente Vivia tagliato con vermentino, viognier, e ansonica creato come omaggio alla piccola figlia del marchese.

sala degustazione le mortelle antinori

Il riposo del vino all’ombra del gelso

Lasciamo questo luogo e prima di uscire e chiudere il grande portone del celler mi volto ancora una volta per fissare l’immagine e la mia presenza in questo luogo.

Ci dirigiamo verso la  villa colonica  per un pranzo a base di un menù tipico locale. Piatti semplici della tradizione ma seguiti con cura e attenzione, il tutto in un patio esterno all’ombra di alberi di gelso rosso immersi in un giardino rigoglioso curato nei minimi dettagli dai giardinieri.

Guardo le saline in direzione di Castiglione della Pescaia e i campi ingialliti al di là della Proprietà. Mi sento emozionata e leggermente disorientata.

Respiro profondamente. Oggi è il mio compleanno. E’ una grandiosa giornata!

casa colonica le mortelle antinori

prodotti locali le mortelle antinori

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