Bangkok, che cosa dire che non sia stato già scritto?

Ti racconto cosa ho provato la prima volta che sono sbarcata in Thailandia, come il clima orientale abbia messo a dura prova la mia capacità di resistenza e, come alla fine la contraddizione che ho scoperto in questa città rappresenti in realtà il suo fascino più grande.

Per chi visita l’Oriente per la prima volta Bangkok può risultare uno choc.

Cosa vedere in centro

Se hai poco tempo a disposizione e non vuoi perderti i luoghi della tradizione non puoi non dedicare una mattinata al Wat Phra Kaeo, la residenza del sacro gioiello di Buddha e un paio d’ore al Wat Pho, il Buddha d’oro reclinato lungo ben 46 metri.

Altra attrattiva è il Wat Arun, il complesso di templi buddhisti che ti consiglio nella seconda parte del pomeriggio. Concludi con la vista dello stesso (al tramonto) dall’altra parte del fiume Chao Phraya. Oltre a non perderti un itinerario di mezza giornata legato all’acqua e ai canali rurali della città.

paola bertoletti a bangkok nel wat phra kaew

Come vivere la città

Ma non è tanto di questi luoghi che ti voglio parlare, che sono comunque da non perdere, bensì di come vivere la città anche se hai a disposizione solo un paio di giorni.

Bangkok la ami o la odi: non può lasciarti indifferente.

Il suo nome, Krung Tep, significa “La città degli angeli” perché vi risiedono i reali della Thailandia, delle semi-divinità. Ma l’Oriente, quello che siamo abituati a vedere nei film potrebbe non essere come te lo immagini qui.

La città è ricca di grattacieli ed infrastrutture altamente efficienti in cui i luoghi di culto sono ritagliati nel tessuto urbano come se la tradizione fosse una parentesi in una città dove il cemento rappresenta il quotidiano.

I templi e le architetture buddhiste sono uniche e punteggiano il grigio della città con i loro colori preziosi, dove l’oro e il rosso vivo sono presenti come il sale nel mare.

bangkok e il suo sky view

Cammina e respira l’aria del mattino.

Ti accorgerai ben presto che, se ti trovi in città, sarà difficile scorgere il cielo nella sua interezza perché migliaia di cavi addossati a pali sezionano le strade a zig zag e ovunque cammini li avrai sempre sopra la testa (mi domando ancora come si possa risolvere un guasto elettrico in tutto questo caos…)

cavi elettrici su bangkok

I Klongs

Dopo una prima impressione arriva all’imbarcadero Tha Tien Pier sul fiume Chao Phraya.

Noleggia una barca per navigare i Klongs: i canali di Thonburi.

Oltrepassa i templi, gli alberghi di lusso, le strade e i ponti che attraversano il fiume fino ad arrivare alle abitazioni dei locali.

Potrai trovare casette in legno, rifugi in lamiera e ville disposte l’una accanto all’altra, pescatori che armeggiano sulla loro barca, gente che si riposa sull’amaca, donne che allattano al seno sedute su una stuoia in una veranda improvvisata.

E poi verde. Tanto verde. La vegetazione è la “recinzione” che divide le proprietà.

klongs di bangkok

klongs di bangkok
image source https://gobeyond.asia/

Il caldo di Bangkok

Ritorna in città, (ma non c’eri già?), quella industrializzata almeno.

Nonostante due ore tranquille trascorse sulla barca, il caldo umido (una percezione climatica sconosciuta in Europa che puoi capire solo se entri in un hammam o in un bagno turco) di Bangkok mi mette a dura prova, soprattutto nelle ore di punta.

Nei templi è richiesto un decoro molto formale. In molti casi è obbligatorio essere coperti fino alle caviglie, per cui potrebbe essere utile portarsi un pareo o dei pantaloni lunghi (da indossare all’ingresso e poi togliere).

Durante i primi due giorni fatico ad abituarmi al caldo rovente di agosto, rischiando di stramazzare ai piedi del Buddha disteso; in fondo, però, mi dico, sono in Asia con i suoi 45°C, umidità al 90% e celle frigorifere all’interno dei contenitori pubblici.

Saluto militare

Bangkok è una città del Mondo ricca di sfaccettature. Dinamicità e tecnologia viaggiano fianco a fianco e se ascolti risuonare l’inno nazionale (trasmesso due volte al giorno) fermati anche tu, per rispetto: la città si paralizza in questi unici due minuti.

Immobile.

I militari si mettono in posizione di saluto e la gente tace.

Bangkok by night

Non puoi non vivere Bangkok durante tutte le 24 ore, almeno per un giorno intero: ti accorgerai che non dorme mai! Dal Night Market allo Sky bar la città veglia sempre.

Due nuove realtà simmetricamente opposte: da un lato Pat Pong con i suoi mercatini variopinti dove c’è di tutto (spezie e chincaglierie di ogni tipo, vestiti, chioschi, il regno dello street food e dei locali notturni). Qui ho visto cose che inimmaginabili e chiuso una nottata insegnando il merengue in infradito a una ballerina thai a Soi Cowboy!

bangkok soi cowboy e il lebua tower

E poi c’è l’altro lato della medaglia.

Il locale al 64esimo piano del Lebua tower, che avrai forse visto nel film “Una notte da leoni 2”. Dress code da non sottovalutare: eleganza altrimenti non entri. Vietati i pantaloni corti per gli uomini, anche se di Gucci. Non fermarti al primo bar della terrazza, scendi a quello al secondo livello per passare dai 3.000 ai 500 bath per un cocktail.

Vista mozzafiato.

Mi soffermo a studiare i parapetti inesistenti. Per dissuaderti dal buttarti da 180 metri di altezza ci sono delle basse siepi di bosso a perimetro della terrazza (le proporrò al Comune di Milano per il mio prossimo progetto. Chissà, me le approva?!?

bangkok e il lebua tower
image source http://memphite.com/cm9vZiBiYW5na29r/

Sirocco, ristorante internazionale impeccabile (lo chef è italiano). Vista e contesto unico da non perdere ma se ti soffermi sul locale in sé non è tanto diverso dal Just Cavalli di Milano e l’atmosfera cambia ancora…

Perché visitare Bangkok?

Il lusso sfrenato a due passi dalla povertà, gli arditi grattacieli accanto alle baraccopoli in lamiera. Una città che, al contempo, affascina e disorienta. Una megalopoli perfetta nelle sue imperfezioni che è stata in grado di stemperare in modo caotico tradizione e modernità.

L’impatto con Bangkok è forte; dopo la prima esperienza o ci torni o la dimentichi.

Io ci sono tornata una seconda volta. Tu?

bangkok market

 

Link utili: Turismo Thailandese

10 Comments

  1. Ciao Paola,

    che emozione leggere il tuo articolo!

    Ho rivissuto attraverso le tue parole le mille sensazioni che ho provato dopo la mia esperienza nella “Città degli Angeli” e che ancora oggi mi accompagnano ogni volta che ci penso.

    Hai proprio ragione quando dici che Bangkok è una città che “o la si odia o la si ama” proprio per tutti i motivi di cui hai scritto.

    Personalmente ne sono innamorato perché adoro le sue mille sfaccettature, il suo caos ordinato, il camminare tra i suoi mercati dai variopinti colori, il passare accanto ai templi ed essere “assalito” dal profumo d’incenso, adoro la sua spiritualità che viaggia di pari passo al consumismo, l’educazione ed il rispetto della sua gente.

    Ebbene sì, io ci sono tornato e ci ritornerei ancora!

    Gio

    • Paola Reply

      Grazie Gio,
      per avermi reso partecipe delle tue impressioni!
      Sono davvero felice che, attraverso le mie parole, sia riuscita a farti rivivere, anche solo per un istante, le belle sensazioni che provasti a Bangkok…
      Non esitare a condividere con me altre emozioni!
      Grazie e a presto!
      Paola

  2. Ciao Paola!

    Grazie per aver condiviso la tua esperienza!

    Sai, prima della lettura ero sospeso tra il racconto incantevole dei miei genitori (ancor vivo nel mio immaginario) e la perplessità derivante dalle parole di Terzani in “Un indovino mi disse”.

    Ma la contraddizione che hai descritto tra tradizione e modernità, fascino e caos…e soprattutto il fascino esercitato dal tuo racconto della zona dei canali (che foto meravigliosa!!) mi ha rapito. In particolare questo periodo leggiadro e brillante:
    “Oltrepassa i templi, gli alberghi di lusso, le strade e i ponti che attraversano il fiume fino ad arrivare alle abitazioni dei locali. Potrai trovare casette in legno, rifugi in lamiera e ville disposte l’una accanto all’altra, pescatori che armeggiano sulla loro barca, gente che si riposa sull’amaca, donne che allattano al seno sedute su una stuoia in una veranda improvvisata. E poi verde. Tanto verde. La vegetazione è la “recinzione” che divide le proprietà.”

    Inoltre, è importante rivedere le proprie opinioni, in particolare se dettate da esperienze non dirette.

    Ecco, se si sta facendo strada l’idea di inserire in qualche modo Bangkok nel tour asiatico estivo è merito tuo e di certe tue descrizioni, così affascinanti!! Mille grazie, quindi!!

    Mi rimarrà in mente anche l’immagine divertente del merengue notturno in infradito…

    Proseguo la lettura…chissà quali altri luoghi ci tratteggerai (non vedo l’ora di leggere dell’India!!!)

    Andrea

    • Paola Reply

      Ciao Andrea,

      sono contenta che, attraverso le mie esperienze di viaggio, sia riuscita a farti prendere in considerazione Bangkok nelle tue prossime mete di viaggio…

      Oggi più che mai siamo di fronte ad un cambiamento sociale e urbano sempre più rapido. Ogni racconto di un luogo subisce il fascino del suo tempo, delle personali sensazioni e, per questo, è ancora più variabile.

      Ci informiamo attraverso le guide, leggiamo le esperienze altrui, ci innamoriamo delle immagini dei documentari… ma alla fine la storia che ne esce è sempre e solo personale dettata da una esperienza in prima persona sul campo.

      Mi auguro saprai fare tesoro di tutte le parole incontrate lungo la strada per poi costruirti il tuo itinerario ideale!

      Buon viaggio!

      Paola

  3. Ciao Paola,

    mi trovi concorde. Sintetizzando, a mio avviso, la percezione personale di un luogo dipende da due macrovariabili (il luogo x nel momento in cui lo visitiamo ed il nostro mood nel momento in cui siamo lì). Essendo entrambi in evoluzione, la percezione può essere molto variabile. Inoltre, la combinazione di altre microvariabili (il tempo meteorologico, esperienze personali, imprevisti, alloggi, cibo, ecc.) incide sicuramente.
    Però, credo che molto dipenda dal nostro mood o approccio nel momento in cui viviamo quel determinato luogo.
    Ad esempio, l’India mi ha rapito perché l’ho visitata in un momento particolare della mia vita. Anche solo due anni fa sarebbe stato differente.

    Grazie per i tuoi spunti di riflessione, profondi. E’ bello, oltre che utile e stimolante, condividere idee e confrontarsi.

    Certo, l’itinerario lo costruirò anche in base a ciò che mi ha colpito tra le letture. Ti ringrazio ancora!

    Andrea

    • Paola Reply

      Assolutamente!

      Non solo il tempo metereologico, ma anche le stagioni!
      Per alcuni luoghi del pianeta questo non è una grande variabile, ma per altri fa una differenza infinita. Pensa solo di visitare le montagne in inverno o in estate. La percezione è completamente opposta.

      Bangkok invece è Bangkok 365 giorni l’anno! Cambia solo l’umidità (più piovosa per via dei monsoni in estate).

      Dovrai quindi fare affidamento su te stesso, sul tuo stato emotivo, su quello che sei disposto a ricevere… e a perdere…

      Paola

  4. Hai pienamente ragione, Paola!

    Le tue parole mi hanno stimolato questa riflessione: quanto uno stesso luogo possa essere percepito diversamente a seconda del meteo, e quindi della luce. Ad esempio, ogni mattina sbuco sul lungomare (a due passi da casa) che percorro per circa 1km in direzione della scuola. E’ emozionante. Sempre.
    E la vita, in fondo, non è quasi solo questione di…punti di vista? “Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse…e il mondo appare diverso da quassù…è proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva…”

    Ma, soprattutto, è così diverso nei giorni in cui il mare è piatto come una tavola, o con l’alba, o al tramonto, o di notte.
    Leggendo il tuo commento si sono affacciate contemporaneamente nella mia mente due immagini opposte: il lungomare di ieri (così quieto, intimo e placido) e quello in burrasca, cupo e tenebroso di un paio di mesi fa. Non dimenticherò facilmente quell’immagine, così rara, che mi ha fatto pensare ai quadri di Turner

    “Dovrai quindi fare affidamento…su quello che sei disposto a ricevere… e a perdere…”. Che meraviglia sta frase, soprattutto nel finale (ricevere…e perdere)!

    A proposito di Bangkok, dal tuo racconto l’ho immaginata…con una personalità decisa. Ecco un aspetto fondamentale, e che ricerco. La personalità.

    Grazie per i tuoi spunti.

    • Paola Reply

      Non dimenticare che la Personalità è quella che ti mostra, bella e brutta, perfetta ed imperfetta, ordinata e caotica ma in fondo è la sua Essenza che devi cercare… e quella non la vedi, la percepisci!

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