In molti mi avevano parlato del deserto ma, oltre ad averlo visto centinaia di immagini da cartolina, questa grandissima distesa di sabbia o di roccia, non mi è mai stata in grado di rapirmi…

Troppa solitudine pensavo… solo sabbia, nessuna architettura da visitare, o nature rigogliose da esplorare… insomma non faceva per me!

Finché poche settimane fa ho fatto il mio primo viaggio in Giordania dove, tra le meraviglie che ho visitato, sono rimasta due giorni nel deserto Wadi Rum tra campi tendati e furgoni pick up e, che dire… silenzio!wadi rum desert wadi rum desert

Il viaggio

Partiamo dal principio, se visiti la Giordania, non puoi non trascorrere qualche giorno a Petra, tra le montagne rosa e i suoi mausolei, testimonianza di una vita passata in cui uomo e natura hanno trovato un perfetto equilibrio: un mondo dentro ad architetture di roccia e sabbia scavate pazientemente dai maestri scalpellini…

Ma poi, dopo Lei, la prima meraviglia del mondo moderno, ho amato Lui, il deserto Wadi Rum. Una valle (wadi infatti significa “valle” in arabo) scavata nei millenni dallo scorrere lento di un fiume nel suolo sabbioso e granitico della Giordania meridionale.

Verso il deserto…

Raggiungo nel primo pomeriggio il campo tendato dove alloggerò per la notte e in cui trovo ad attendermi la mia guida a bordo di un ruspante pick up per un primo tour nel deserto fino al tramonto.wadi rum desertDopo le prime presentazioni, Aamir prende subito confidenza ed inizia a praticarmi un “rito di iniziazione”:  la dimostrazione che la roccia del Wadi Rum può essere usata come make up femminile…

… e così con “ombretto”, “phard” e un improbabile terzo occhio in mezzo alla fronte, mi accingo a visitare il deserto!wadi rum desert

Prima tappa: il monte Jebel Umm al-Dāmī il più alto dei rilievi, passando per i grandi massi erratici in equilibrio su rocce più piccole e le rovine della presunta casa di Lawrence d’Arabia, terminando con le iscrizioni rupestri Nabatee…

Contrariamente a quello che si potrebbe pensare il deserto Wadi Rum è da sempre stato abitato e, infatti, lo dimostrano i più di 30.000 petroglifi che si possono trovare incisi nell’arenaria. I più famosi sono quelli del Khazali Canyon risalenti al IV secolo a. C..

E’ straordinario pensare come l’erosione del vento abbia lasciato inalterate queste incisioni mentre la geomorfologia del paesaggio circostante lentamente cambiava…

wadi rum desert

Ma non sono queste le cose di cui voglio parlarti che potrai benissimo trovare su Tripadvisor, bensì vorrei trasmetterti qualcosa di diverso: cosa è stato per me il deserto e quello che potrebbe essere per te se stai per partire.

Perchè il deserto Wadi Rum mi ha cambiato la vita

Sfumature di luci e colori, silenzi, dentro uno spazio infinito fatto da polvere e dalle creature che lo abitano.

I grandi amori non si dimenticano e, in qualche modo, trovarsi in questa infinita distesa con la sola compagnia del vento mi ha portato a far nascere una grande emozione.

Nella vita di ogni persona esistono luoghi, anime, profumi o suoni che ci catturano, che ci entrano dentro. In quel momento ti fermi ed è come se anche il tempo si fermasse insieme a te per imprimerti nella memoria e nella carne quell’istante.

Un imprinting così forte l’ho provato nel 2006 a Murcia in Spagna. Piazza del Cardinale Belluga, all’incrocio con il palazzo Episcopale.

Tarda serata. Quasi nessuna anima viva per strada ma in quell’angolo, dove da un lato ti volgi alla cattedrale e dall’altro al nuovo Ayntamiento di Rafael Moneo, un suonatore di fisarmonica ambulante intonò una melodia nostalgica..

Vento, profumi, suoni e in un attimo ero sola con quella sensazione.. sono passati 12 anni ed è come se fosse ieri, quell’immagine, quel ricordo e la consapevolezza che mi lasciò…

Sono questi gli attimi in cui ci si accorge che qualcosa scatta dentro di noi e si acquista la consapevolezza che da quel momento la nostra vita non sarà più la stessa.

Perché abbiamo aggiunto un tassello, perché qualcosa ci ha catturato, perché forse, se non ci fosse stato quell’istante non saremo così oggi…

beduin wadi rum desertcamels

Quando vidi il Wadi Rum per la prima volta capii che un percorso della mia vita si stava chiudendo e un altro si stava per aprire.

Niente passato ma solo un orizzonte infinito davanti.

Nel deserto, come nel mare, il senso di estrema libertà è dato dallo spazio, dalla bellezza di poter respirare a pieni polmoni e potersi sentire inafferrabili come l’aria.

La stessa libertà la puoi provare quando vivi un’emozione relativa a una grande passione, quando hai il cuore leggero, quando sai che quello che stai facendo alimenta la tua anima, senza sensi di colpa in cui l’Oggi è l’unico tempo che davvero conta!

Silenzio, silenzio, silenziosa musica del vento è per me il deserto!

Un orizzonte che mi ha portato nell’Esserci e mi ha fatto provare sulla pelle che il Tempo è davvero il bene più prezioso che abbiamo!

wadi rum desert: the princess and the camel :)

wadi rum desert and the camels

 

Se anche tu sei attratto dalla Giordania, segui i miei prossimi articoli su questa esperienza di viaggio!

wadi rum desert

2 Comments

  1. Direi che prima di tutto le foto sono bellissime! brava Paolina!, in secondo luogo mi hai riportato alla Mia breve esperienza nel deserto durante la visita in TerraSanta..
    Un piccolo trascorso sul mar Morto e poi qualche ora nel deserto dove la cosa che mi ha colpito di più è stato il silenzio.. Un suono assordante il Silenzio quello vero, mai sentito e mai provato, provai un senso di oppressione e paura.. Strano e? ma mi viene ancora la pelle d’oca a pensarci.. baciotti!!

    • Paola Reply

      Ciao Zizzo!
      E’ molto bello poter condividere le esperienze di viaggio e capire come spesso certe sensazioni siano le medesime anche se le chiamiamo con altre parole…
      Grazie del tuo pensiero… Felice che ti siano piaciute anche le immagini! 🙂

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